LE STRADE NELLA STORIA

Il primo e il più elementare tipo di strada era il sentiero che consentiva il passaggio di persone e animali. Con il progredire della civiltà e con il crescere degli scambi, aumentò l’importanza attribuita alla economia di tempo e di lavoro, di conseguenza venne realizzato il trasporto a dorso degli animali, con l’introduzione della soma, e furono adottati mezzi per il trasporto a traino che richiedevano sentieri più larghi. Più tardi, l’introduzione del carro sollecitò la costruzione di vie di comunicazioni stabili, definite e con il fondo solido. Perciò furono realizziate le prime strade carreggiabili a fondo naturale. Invece nei centri urbani si cercò di rendere compatta la superficie stradale per consentire la circolazione anche durante la cattiva stagione.

La realizzazione della prima rete stradale sembra sia dovuta al re persiano Dario nel 500 a.C. e aveva lo scopo di stabilire collegamenti più rapidi tra le capitali, Susa e Persepoli, e le zone più lontane di quel vasto impero. La strada riflette sempre l’organizzazione economica e culturale della società in cui nasceva. Le strade vennero costruite anche per facilitare gli scambi ed i collegamenti con i tributari.

Quelli che eccelsero nella costruzione delle strade furono i Romani, infatti la loro colonizzazione creò una rete di collegamenti dei presidi e delle città di nuova fondazione, che fu uno strumento fondamentale per l’affermazione del loro dominio o per la penetrazione capillare del loro sistema economico, sociale, giuridico, culturale. I romani dividevano le strade secondo l’uso a cui erano destinate e il modo con cui erano costruite.

Le strade romane si dividevano in:

- Terrene: se non selciate
- Glareate: se coperte di ghiaia
- Private: a seconda dell’ubicazione
- Campestri: "
- Pubbliche: "

Il tracciato era preferibilmente rettilineo e veniva mantenuto tale anche in zone collinose, quindi il tracciato richiedeva opere come: ponti e brevi gallerie.

Con il succedersi delle invasioni barbariche e per tutto il Medioevo, il complesso stradale romano andò degradandosi, ma alcuni degli antichi percorsi furono ricalcati dalle strade dei pellegrini diretti a Roma e ai centri religiosi, o dei mercanti diretti alle fiere più famose.

A iniziare dal XIII secolo la ripresa dei traffici, la formazione di nuove piazze commerciali e la necessità di connettere fra loro le attività produttive con quelle di scambio, portò a riadattamenti e alla creazione di nuovi percorsi.

Fu soprattutto col XV secolo il risveglio della vita portata dal Rinascimento che si incrementarono le attività di scambio, determinando miglioramenti e sviluppo delle vie di comunicazione.

Dal XVII secolo l’introduzione delle carrozze pose il problema non solo della manutenzione delle strade, ma anche della loro solidità in rapporto al traffico.

 

Marcella Ricci 5^A

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